A proposito della nomina della giunta

Sulla nomina della Giunta la penso come Walter Veltroni che ieri sera a Porta a Porta, a Vespa che gli domandava notizie sulla nomina dei futuri Ministri, ha dato una risposta politicamente corretta. In sintesi, la nomina dei Ministri come quella degli assessori è frutto delle alleanze e delle convergenze che si registrano nella società nel corso della competizione elettorale, che si chiude alle 14 di lunedì e non prima. Oggi è solo possibile indicare i criteri in base ai quali saranno indicati, ed ancora una volta quelli da me indicati nelle uscite pubbliche e sulla stampa coincidono con quelli che ieri sera sono stati espressi:

a) apertura alle giovani generazione per l’efficace saldatura fra giovani ed anziani

b) rispetto di tutte le culture e le esperienze politiche presenti nella città

c) rigoroso rispetto delle professionalità e delle competenze dei designati.

Il panorama culturale e professionale della Città offre grandi potenzialità in questa direzione: ci sono professionisti e docenti che questo compito l’hanno già assolto e si sono allontanati dalla politica con non poca delusione; ci sono consiglieri comunali che si sono cimentati e che per varie ragioni oggi sono fuori dalla competizione; fra i tanti giovani che ho già incontrato ce ne sono alcuni che potrebbero svolgere quella funzione; ci sono associazioni e movimenti che dovrebbero essere presenti nel governo della città; ci sono le culture politiche alle quali è necessario assegnare le responsabilità, in una logica di partecipazione più che di spartizione di potere.Anticipare come ha fatto Bonasora, pur con tutto il rispetto che alle persone che ha designato tutte di assoluta capacità, mi pare chiudersi nel proprio recinto e non tenere conto di quello che si muove, e con grande velocità, nella società cittadina. In questo senso rispetto l’opinione di chi riteneva che fosse necessario adempiere oggi a questo impegno, ma credo che le motivazioni che adduco riescano ad assorbire i dubbi.

Gianvito Mastroleo

La bufala dei sondaggi

In questi giorni, girando per la città,  si coglie a piene mani il sempre crescente consenso intorno alla candidatura di Gianvito Mastroleo, con ovvia preoccupazione dei concorrenti e improbabili reazioni delle macchine rispettive organizzative.Una di queste è la diffusione di presunti sondaggi con la pubblicazione di cifre e percentuali “fatte in casa”, di quelli che di regola si comprano a tanto a chilo.Niente di più che terrorismo psicologico, che rivela la debolezza di chi mette in giro notizie false.Insomma, in perfetto stile berlusconiano.Già i sondaggi fatti con criteri scientifici da istituti specializzati di solito sono al servizio di chi li commissiona e di chi li paga; si figuri quelli presunti che escono dalle segreterie degli stessi candidati, forse all’insaputa degli stessi candidati sindaci, la cui serietà dubitiamo possa prestarsi a questi espedienti.Insomma: sono una bufala e niente più.Per non parlare del voto utile dato a Mastroleo che, è vero è sostenuto da una sola lista.Ma basta girare la città, aver frequentato i faccia a faccia pubblici che si sono svolti nei giorni scorsi per rendersi conto che Mastroleo è circondato da un grandissimo affetto e da profonda stima della città, per la sua preparazione e per la sua cultura, da un grande affetto da parte dei giovani per la sua passione che suppliscono, e a piene mani, uno o più elenchi di candidati non di rado messi assieme per mere ragioni di opportunità…. per non dire d’altro.

LA REDAZIONE DEL SITO

I candidati sindaci e i “faccia a faccia”

Il rituale “faccia a faccia” dei Candidati Sindaci si è ripetuto anche quest’anno, e di questo va dato merito alle Testate che li hanno organizzati, l’Informatore e Fax: assieme ad un ringraziamento ai Giornalisti che ne hanno preso cura, Foglianese, Scisci, Lorusso.Spiace per Magistà, e mi auguro di cuore che l’imprevisto che gli ha impedito di prendervi parte sia di scarsa rilevanza.Forse non è stato un bene averli ripetuti a 24 ore di distanza, perché né la Città né noi stessi abbiamo avuto il tempo di metabolizzare a sufficienza gli effetti del primo incontro.Ma tant’è: inutile recriminare.Intanto, trovo assai interessante, a parte qualche clacchista di troppo!, la partecipazione e l’attenzione della gente, che ho potuto constatare dai commenti immediatamente successivi: che per quanto riguarda la mia partecipazione sono stati unanimemente positivi e corali, anche da parte di persone non solo non della mia parte, ma addirittura di amici e conoscenti formalmente impegnati in altre liste.Non è poco per me. È la conferma di un consenso che sta crescendo di giorno in giorno.Una valutazione politica, tuttavia, s’impone.Il tempo a disposizione non era molto, naturalmente, né si poteva pretendere di più, anche per assicurare la par condicio a tutti i candidati.Nel primo incontro, solo apparentemente sonnacchioso, le differenze sono apparse meno,  ma erano già emerse, per chiunque le abbia voluto e saputo individuare: in particolare sul tema delicato dell’urbanistica e dei rapporti fra imprenditori e politica.Nel secondo incontro le differenze sono state più sostanziali – anche se forse meno appariscenti – su un altro tema.La concezione della politica, che per noi è ampiamente partecipativa e per qualcun’altro e più semplicemente leaderistica in qualche caso populista.   E poi il rapporto tra imprenditori e politica: che per noi è di indipendenza assoluta, perché solo così sarebbe garantito agli imprenditori per primi la massima trasparenza, mentre per altri può essere anche di partecipazione attiva da parte di chi sarebbe direttamente interessato.Mi spiego meglio:  Vito Bonasora ritiene, credo con un eccesso di ottimismo, di poter vincere al primo turno e si comporta di conseguenza. Non si adopera per includere, ma assecondando il fondamentalismo che si porta dietro da anni e che tuttora vive e vegeta nei suoi ambienti, si comporta come al solito.Rompe alleanze a sinistra, non si adopera per superare i contrasti, consente – il coraggio di senza smentire – che uno dei suoi candidati insulti, dico a ragion veduta insulti, i socialisti, emana Ukase[1] e ne dichiara l’ immodificabilità: insomma interpreta, come per tradizione, la politica personalizzata, improbabilmente leaderistica. E’ vero, si dichiara d’accordo con i principi enunciati nel mio progetto: ma quando l’adesione di principio si deve tradurre in fatti concreti il tema della Città Unita non lo ritrovi più, nelle cose. Pasquale Gentile anche lui aderisce e si dichiara d’accordo sui principi. Ma quando ho sottoposto loro il PATTO  tra i candidati Sindaci da sottoscrivere entro Venerdì, per evitare che si possa riprodurre il clima di sospetto su possibili condizionamenti esercitati dagli imprenditori presenti direttamente in Consiglio Comunale, egli è l’unico a sottrarsi e adduce, udite udite!, che questa sarebbe una riduzione di diritti per gli imprenditori.Dimenticando, invece, che il patto avrebbe innanzitutto contenuto e rilevanza solo politica: e che, invece, la richiesta agli imprenditori di non prendere parte direttamente come consiglieri comunali alle vicende che possano riguardare le proprietà proprie o dei familiari sarebbe solo una garanzia generale:

  • per gli stessi imprenditori, che potrebbero sbandierare verso tutti che le decisioni sono giuste perché adottate senza alcun sospetto di condizionamento;
  • per i loro colleghi imprenditori, cui sarebbe garantita parità di partenza e il diritto alla libera concorrenza, e per merito dei loro stessi colleghi;
  • per i cittadini, cui sarebbe parimenti garantita piena trasparenza nell’operato della Pubblica amministrazione;
  • per la politica che recuperebbe la sua dignità.

Riuscirà a ripensarci il dott. Gentile? Io spero di sì, per lui stesso e per la città, per quella parte della città che – a torto o a ragione -sospetta che la sua coalizione di essere sostenuta dai “poteri forti”.E che sarebbe  a torto solo se ci fosse il suo contributo.


[1]  Gli Ukase erano editti imperiali degli Zar dell’antica Russia.

Il faccia a faccia per i giovani

Giovedì sera alla 17,30 in San Giuseppe sono invitato ad un altro Faccia a faccia organizzato da Civica Attiva.Ci parteciperò con grande interesse, perché è organizzato da un gruppo di giovani assai volenteroso, che ha idee ed ideali, ma anche quella carica di protesta che tocca a noi doversamente ascoltare.Andrà bene, ne sono certo, anche perché qualcuno contesterà qualcosa, e questo va meglio.Per quanto mi riguarda sarebbe la prosecuzione di un impegno già avviato, e molto positivamente, con molti giovani in questa campagna elettorale, e che certamente proseguirò come impegni politico già all’indomani del 14 aprile, comunque vadano le cose.Perché non è vero che i giovani sono indifferenti alla politica: basta toccare le corde giuste e nella maniera giusta, come credo abbiamo fatto noi in questi giorni, ed i risultati arrivano.Il mio ruolo poi, essere il più anziano d’età ma anche “il più giovane” fra i candidati sindaci, come mi ha fatto notare l’altro giorno un elettore che vota Sinistra Arcobaleno, mi impone questo: aiutare i giovani, pur nella loro più completa autonomia di pensiero, a formarsi, aiutarli a diventare la classe dirigente di domani.

Poca attenzione al centro storico

In questi giorni di campagna elettorale si sta entrando assai poco nei programmi, ma ancor meno in un tema che ritengo essenziale per lo sviluppo della Città: il Centro Storico. Ho posto al centro del Progetto programma che ho presentato la strategia per riempire di contenuti una definizione che altrimenti appare vuota e retorica: Conversano Città d’arte e di cultura che è possibile solo per il suo centro storico, all’interno del quale sono inseriti tutti i suoi beni culturali e monumentali.

I problemi del centro storico dunque sarebbero due, e comunque questi vanno approfonditi con i residenti, ma non solo con loro:

  •  la vivibilità da parte dei suoi abitanti che devono essere incoraggiti a restarvi e la sostenibilità del suo essere trumento perché la città possa essere davvero d’arte e di cultura

  • il recupero nelle sue diverse componenti, monumentale e residenziale, architettonico.

Nel centro storico occorre investire.ì ma non solo denaro!Innanzitutto ai cittadini occorre assicurare incentivi e non solo economici perché possano concorrere a questa funzione, da protagonisti.Penso fra l’altro ad una grande area destinata a parcheggio,  provvista di scale mobili di accesso, ma penso anche ad una forte riduzione del traffico ma soprattutto della permanenza delle auto: si può fare, come accaduto in molte delle più importanti città d’arte italiane.Al recupero del contesto umano e monumentale ocorre riservare una politica e grandi investimenti.Insomma, forse sarebbe necessario una specifica delega d’assessore al centro storico.

…la terra di chi?

Non mi stupisce che Walter Veltroni, nonostante qualcuno l’avesse avvertito, abbia tracurato che questa non è la terra di… Nicola Latorre, ma di Giuseppe Di Vagno, il martire socialista:

è come se io, andando a Cerignola, avessi detto che quella è la terra di … Lello Di Gioia e non di Giuseppe Di Vittorio.

Ma tant’è, Veltroni preferisce rimuovere la Storia, soprattutto quando è socialista!

Confronto

Continuano i confronti organizzati dalla stampa locale.Questa sera, in piazza XX Settembre alle ore 19.00,

Gianvito Mastroleo parteciperà al

confronto organizzato da ” FAX “.

Modera il confronto il direttore del TG Norba Enzo Magistà.

Un appello alto e concreto per la città

Walter Veltroni parlando nel Mezzogiorno e di Mezzogiorno nei giorni passati ha lanciato la proposta di istituire l’Università Bocconi del Sud, immaginando che una nuova istituzione universitaria possa essere in grado di formare i nostri giovani all’ECCELLENZA.
La proposta non è stata presa bene dalle Università pugliesi: il rettore Petrocelli di Bari, il suo Collega di Lecce, oltre che alcuni illustri Docenti, sia pure con grande garbo e rispetto per la persona dalla quale la proposta proviene, con argomenti vari l’hanno messa in discussione.
Credo che Veltroni, come altre su pensioni e sussidi vari, l’abbia pronunciata essenzialmente per ragioni elettorali.
Un terreno sul quale, francamente, mi pare che Veltroni si stia ponendo sullo stesso terreno delle promesse facili “del principale esponente della coalizione avversa”: inseguendolo piuttosto che aggredirlo.
Ma Conversano ospiterà Veltroni sabato sera e per la nostra Città vorrei fare una proposta concreta che mi auguro gli amici del PD riescano a fargli arrivare.
L’Italia, ed in particolare il Mezzogiorno hanno l’improprogabile necessità di formazione al city marketing, sviluppato da manager della pubblica amministrazione: una professionalità complessa che richiede una preparazione ad hoc.
Economia e gestione del territorio, lingue Parlate e scritte per attività specialistiche, sviluppo di marchi, prodotti di destinazione, network locali e strategie di sviluppo sostenibile potrebbero interessare giovani laureati meridionali costretti a cercare lavoro altrove.
La nostra Città possiede complessi monumentali e culturali in completo stato di abbandono:il complesso dei Cappuccini, Santa Chiara – San Benedetto, ma anche la parte del Castello non ancora acquisita e quella restaurata cui occorre assicurare una destunazione certa,.
Si potrebbe sottoporre all’attenzione di Veltroni, nel suo soggiorno conversanese, l’idea d’istituire nel Mezzogiorno un Centro permanente residenziale di Alta formazione per il management della Pubblica Amministrazione: e candidare la nostra Città ad ospitarlo, destinando allo scopo questi spazi restaaurati un con grande progetto finanziato dai fondi europei.
Penso che valga la pena provarci, sabato sera: in ogni caso sarebbe un interessante impegno per la prossima Amministrazione verso il quale mi sentirei personalmente vincolato.

Un patto fra i candidati sindaci, per la libertà, la trasparenza, la libera concorrenza.

Inutile nasconderselo: il rapporto tra politica e imprenditoria, con i condizionamenti veri o presunti esercitati sulle libere scelte della Giunta Judice, è una delle questioni che ha inquinato, con i non pochi episodi di trasformismo, il corso normale della Politica nel quinquennio appena trascorso.
Nel progetto-programma che ho sottoposto all’attenzione degli Elettori è scritto testualmente:
…………….Il Comune deve adottare il metodo della consultazione permanente attraverso un tavolo permanente di confronto istituzionalizzato con organizzazioni produttive e… considerare il privato interlocutore legittimo e risorsa sicura per realizzare intese di grande rilevanza per la vita della Città, ma anche per evitare le sterile rincorsa alla tutela dei minicompromessi e alla difesa di vecchi e nuovi particolarismi. Il mondo produttivo può concorrere alla realizzazione di programmi di intervento pubblico attraverso lo strumento del projet financing……….
Aggiungo che nel rapporto Comune – Imprenditoria privata, più che la mera rendita fondiaria che arricchisce il singolo senza apportare sviluppo e crescita collettiva, deve prevalere la capacità e la volontà dell’imprenditore di concorrere con il Comune alla realizzazione dei programmi di interesse collettivo, fatto salvo il legittimo diritto dell’investitore alla remunerazione dei capitali impiegati e, dunque, al guadagno.
Dunque pieno riconoscimento dell’imprenditore e del suo diritto al profitto di impresa.
Alla vigilia del voto mi sento di lanciare, dunque, una duplice sfida.
1) Agli imprenditori: abbandonare l’idea che impegnandosi personalmente in politica si possano difendere meglio gli interessi personali, per sposare quella di concorrere con il Comune al bene collettivo.
2) Ai tre colleghi candidati sindaci: sottoscrivere, prima di sabato davanti alla Città, un patto formale fra noi per impedire a chiunque, ed innanzitutto agli imprenditori che dovessero essere eletti in Consiglio Comunale, di portare all’attenzione del Comune istanze di qualunque genere che dovessero riguardare le proprie attività o il patrimonio proprio e di persone della famiglia, salvo a dimettersi in caso contrario.

Ciò per:
* evitare ogni sia pur lontano, potenziale e ipotetico rischio di condizionamento della libertà di giudizio degli Organi deliberanti,
* dare concreta attuazione allo spirito delle regole sul conflitto di interessi,
* garantire il rispetto del principio della libera concorrenza e dell’uguaglianza di partenza fra tutti.

Un pensiero particolare per i giovani

incontro-gotha.jpgSabato pomeriggio alle 16,30, assieme a Cinzia Dato, la parlamentare che ha fatto la scelta coraggiosa di aderire alla Costituente socialista, incontrerò presso il Gota’ i giovani che si raccoglieranno attorno a Ciccio Magista’, a Rossandra Bondesan, a Francesco Simone, candidati nella lista del Partito Socialista.
Rivolgerò loro lo stesso appello che rivolgo attraverso questa tribuna ai candidati giovani presenti in tutte le altre liste in competizione: salire sui palchi e, dopo aver manifestato le ragioni della loro protesta, dire quello che pensano sulla politica nazionale e locale.
Raccontare le loro ansie ma anche formulare le proprie proposte, dimostrare a tutti che anche i giovani sanno e vogliono parlare di politica, sanno e vogliono progettare lo sviluppo della Città.
Testimoniare la voglia di protagonismo del processo di saldatura generazionale di cui essi, i giovani per primi, debbono essere attori: soprattutto quando gli adulti, come spesso fanno, non se ne rendessero conto.
Racconterò quello che segnalo a tutti i giovani che visitano questo sito: facendo discorsi sui banchetti delle loro piccole città hanno iniziato la carriera politica Barack Obama, quel giovane di colore che oggi promette di diventare Presidente degli Stati Uniti d’America e David Cameron, il giovanissimo leader del partito conservatore dell’Inghilterra, la più antica democrazia del mondo.
E che entrambi sono poco più che quarantenni!
Ma segnalerò anche che nella difficile condizione nella quale si trovano gli indifesi monaci tibetani armati solo della loro fede religiosa tocca in particolare ai giovani far sentire alta e forte la loro voce in difesa della libertà e del rispetto dei diritti umani che la Cina sta violando: fino al sacrificio di vite umane come è accaduto oggi, quando otto cittadini tibetani sono morti sotto il fuoco dei miliziani cinesi.
Dirò a quei giovani, e dico a tutti i giovani, che la Storia ci insegna che le grandi lotte di resistenza in favore delle libertà sono state fatte innanzitutto da loro.
Giovani furono i primi antifascisti: a soli 31 anni fu ucciso il deputato conversanese Giuseppe Di Vagno, solo 36 ne aveva quando fu ucciso Giacomo Matteotti; la resistenza partigiana contro il fascismo in Italia fu fatta sopratutto dai giovani; poco più che ventenne era il concittadino Peppino Lorusso, caduto a Thiene presso Vicenza, da partigiano; era un giovane Jan Palach che in Cecoslovacchia animò la resistenza contro il regime comunista; era poco più che un ragazzo il “tank man”, colui che in Cina solo alzando le sue braccia fermò i cari armati della guardia rossa.
E che i Socialisti nel corso della loro storia non hanno mai mancato di lottare per le libertà, per tutte le libertà a tutte le latitudini terrestri.
E che l’evoluzione della politica italiana che ha assistito alla ristrutturazione dei Partiti politici, registra che l’unico partito che tuttora si pone come baluardo a difesa delle libertà, di tutte le libertà, da quelle fondamentali del pensiero e delle fedi religiose a quelle individuali della condizione di vita di ciascuno senza distinzione di sesso o di tendenze affettive, è il PARTITO SOCIALISTA.
E che di questo, naturalmente, sono pronto a parlare con tutti ed in qualunque sede: pubblica, se sarò chiamato; in privato, attraverso l’opportunità offerta dal sito ma anche con la mia personbale disponibilità ad ascoltare e a parlare con tutti.