Archivio per Maggio, 2008

…si continua!

La vicenda elettorale è alle nostre spalle, quella comunale di Conversano e quella nazionale.
Quelli vissuti a partire delle 15 di lunedì 14 aprile non sono stati giorni sereni: fino all’esito dell’elezione del Sindaco di Roma.
Dopo il primo turno avevamo già deciso di far sopravvivere un sito che era stato aperto solo per la partecipazione alle elezioni.
Oggi ne siamo ancor più convinti.
La sinistra nel suo complesso ha subito una durissima sconfitta: da Roma fino a Conversano.
Siamo convinti che concorre a farla perdere ogni comportamento che la divide: e l’ “andare da soli”, o in compagnia solo di chi non disturba troppo il manovratore, produce ancor più danno.
E’ capitato a Veltroni, che oggi paga un durissimo prezzo a Italia dei Valori e ai Radicali; è capitato ai dirigenti politici di Conversano che possono imputare solo alla loro miopia di non aver fatto tutto quello che si doveva e si poteva per andare uniti al voto.
E tutto capita perché ciascuno pensa di poter decidere da solo: a partire dal Convegno di Orvieto, dove Veltroni all’improvviso di inventa di “poter andare da soli”.
Ma è capitato anche a Conversano.
Noi non la pensiamo così: annettiamo alla discussione ed al confronto un peso decisivo.
Apparteniamo ad una cultura che qualcuno riteneva superata ed alla quale occorre tornare, se si vuol tentare di far rinascere una sinistra pensante, al posto di quella “personalizzata” ed “autoreferenziale”.
A questo fine un sito Web è essenziale, anche se non esaustivo: occorre anche (ri)attivare le sedi collettive, le assemblee, i convegni, le tavole rotonde e tutto ciò che unisce la gente.
Noi faremo la nostra parte a cominciare dal sito web che, spero per poco ma per ragioni solo burocratiche, conserverà la denoninazione verso la quale c’è stata una fidelizzazione di cui siamo davvero molto contenti e che non vogliamo perdere.
Il sito ha avuto qualche qualche migliaio di visite, le sue pagine molte, molte migliaia: in pochi giorni non è stato poco, del che ringraziamo tutti coloro che si sono disturbati a farlo.
Poiché, dunque, c’è voglia di discutere noi vogliamo offrire ancora il mezzo per farlo.
Non ci sfugge che sono attivi altri siti di discussione politica: quelli di Gianluigi Rotunno, di Civica Città, chiedendo scusa se ce ne sfuggisse qualcun altro.
Per ampliare la discussione, pubblicamente proponiamo di mettere in rete questi siti adottandoli reciprocamente come link: ovviamente, con pieno rispetto dell’autonomia di pensiero di ciascuno.
Per parte nostra, se non calerà l’entusiasmo di oggi, speriamo di insediare una vera e propria Redazione, forse inaugurando anche qualche Rubrica.
Insomma faremo del sito, che preferiamo indicare con i sottotitoli già ora presenti, uno strumento di democrazia e di crescita civile a disposizione di quanta più gente possibile.
Buon lavoro a tutti noi.

Il 10 maggio ’08

Gianvito Mastroleo & C.

I giovani, la cultura politica e i veicoli di trasmissione.

L’altro ieri sera, venerdì due maggio, nella sala Giuseppe Di Vagno del Municipio di Conversano è andata in scena una duplice rappresentazione.
La prima tra realtà e finzione: dopo l’approfondita esposizione di Nicola Colonna sul processo storico e culturale attraverso il quale il potere si è autogenerato nella legge, i governanti si sono inverati negli strumenti per governare, la politica come forza attraverso la legge si è fatta ragione fino agli Statuti o alle Costituzioni, si è passati alla rievocazione del pensiero dei leader di quel tempo, da Moro a Nenni a Togliatti, alle donne che per la prima volta in Italia varcarono la soglia del Parlamento, la Cingolani Guidi, la Picolato e la Mattei, attraverso il dibattito che fra il 46 ed il 47 portò alla Costituzione della Repubblica Italiana.
Una suggestiva lettura di brani significativi dei discorsi da ciascuno pronunciati nell’Aula nel corso della discussione sulla prima parte della Costituzione, in pratica sui Principi e i Valori: la democrazia, il popolo, le donne, l’uguaglianza, il lavoro come diritto di tutti.
La lettura è stata affidata alle voci e all’ottima interpretazione dei giovani de La compagnia di Marieband, diretti dall’ottimo Pasquale D’Attoma, accompagnati dall’incantesimo dell’intervento di un piccolo interprete, Vito D’Attoma, che ha guidato il pubblico, attraverso una splendida e struggente poesia di Montale, verso gli ultimi pensieri di Aldo Moro che nel maggio del ‘78 rivolgeva al proprio nipotino.
La seconda non aveva nulla di finto: il pubblico che gremiva la sala era composto in prevalenza da giovani, alcuni studenti di scuole superiori, altri appena sopra i vent’anni, alcuni politicamente schierati altri meno o punto, ma tutti interessati tant’è che molti con carta e penna appuntavano e la maggior parte è rimasta fino alla fine; forse, si sarebbe fermata ancora visto l’interesse con il quale, a conclusione, c’è stato chi ha posto domande o chi si è fatto promettere che la cosa avrà un seguito.
L’incontro era dedicato ai sessant’anni dall’entrata in vigore della Costituzione e fa parte del programma ANNI SETTANTA in fase di realizzazione tra Bari, Conversano e Mola di Bari, ad iniziativa della Fondazione Di Vagno.
Il progetto, ideato alla fine dell’anno scorso, s’ispira alla convinzione che le orme dell’accaduto servono ad orientarsi oggi, sono necessarie per incamminarsi verso il domani, e che questo percorso deve indirizzarsi innanzitutto ai giovani.
Non a caso la Fondazione privilegia il rapporto con alcuni “volenterosi” Docenti degli Istituti scolastici della città e, loro tramite, con gli studenti.
Ho voluto richiamare tutto ciò in riferimento al dibattito che si sta approfondendo attraverso il nostro sito web: i giovani e la politica.
Nel libro di Mario Capanna Il sessantotto al futuro è riportato un pensiero di Sant’Agostino, grande pensatore della Chiesa Cattolica, che mi ha molto intrigato: “Nel narrare i fatti veri del passato non si estrae già dalla memoria la realtà dei fatti, ma le parole generate dalle loro immagini, quasi orme da esse impresse nel nostro animo, mediante i sensi del loro passaggio”.
E’ quello che è accaduto ieri sera, ma è anche ciò che nei confronti dei giovani rincorro personalmente nella politica e che noi cerchiamo di mettere in pratica collettivamente quando promuoviamo cultura: assicurare loro i sensi del passaggio dei protagonisti della storia.
La Fondazione ci riesce e bene; se ci riesca o meno io, è altro conto.
Angelo non si rassegna che la sinistra manifesti una certa altezzosità culturale: la verità, mi permetto di segnalargli, è che i Moro, i Nenni, i Togliatti, la Cingolani Guidi e le Mattei e Picolato, ma anche Einaudi, De Nicola, Calamandrei, De Gasperi appartengono a quella cultura che definirei laica o liberal-socialista alla quale si ispira la parte migliore della sinistra di oggi: e che nulla ha a che fare con il “berlusconismo”, con il “leghismo” o con quella parte (non tutta) della destra rozza e solo mercantile.
Perciò, non è l’odierna sinistra che si ritiene superiore (vorrei dire a chi ha posto il problema) ma è la Storia che tramanda una sorta di diversità: che noi tuttavia non imponiamo a nessuno, pronti a dialogare con tutti, anche con chi sia portatore di altre culture, purchè di tanto si tratti e non di altro.
Il programma ANNI SETTANTA, dunque, che non è stato concepito né a ridosso tanto meno in occasione della competizione elettorale appena conclusa, è la risposta più attendibile, direi la prova provata, dell’idea che noi tutti assieme abbiamo del rapporto tra politica e giovani generazioni: una rappresentazione, appunto, nella quale c’è chi per i giovani racconta e rievoca il passato, consapevole che ai “vecchi” tocca “controllare il passato”, mentre i giovani debbono essere messi in condizione di “controllare il futuro”, per usare la metafora di George Orwel.
E che gli uni non possono fare a meno degli altri.

Gianvito Mastroleo